BARBECUE DI LANNISTER E LA VERITA’ SU RHAEGAR TARGARYEN – GAME OF THRONES – 7X04 E 7X05

Rincasato dalle vacanze in Grecia e galvanizzato all’idea della Live in compagnia di Roberto Riccioli, linkata in fondo all’articolo, mi preparo a scrivere questa mega recensione con la consapevolezza che non sarà facile e che, in qualche modo, sarà molto differente da tutte le altre scritte fino ad ora. La 7X04 pone la parola fine su quello che è stato per lunghi anni il Gioco del Trono e da via ufficialmente alle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, trasformando una serie che si è sempre contraddistinta per la sua lentezza e la sua cura per i dettagli in ciò che prima o poi sarebbe dovuta diventare: un’epopea fantasy. L’arrivo dei Draghi a Westeros e gli Estranei, sempre più vicini, hanno definitivamente riportato la magia nel Continente Occidentale e, con tutto ciò, un’accelerazione, a volte davvero troppo insistente, degli eventi. Se devo essere sincero, l’idea di per se di accelerare il ritmo è sensata, visto che siamo arrivati al climax finale, ma, non per ribadire nuovamente il concetto, in alcuni casi la cosa è veramente troppo accentuata. E no, non sto parlando della 7X05, che tra tutte le puntate è quella che soffre più della “sindrome del teletrasporto“, ma l’unica che davvero riesce a far perlomeno percepire lo scorrere del tempo con alcune frasi e spostamenti geografici che contestualizzano il tutto. Seppur lontana dalla perfezione narrativa che le prime cinque stagioni dello show (la sesta per me è una vaccata) ci ha donato, si tratta comunque di un grosso passo avanti. Chissà Martin cosa starà pensando tra un cosciotto di maiale e l’altro. Io, personalmente, ho smesso di dare peso ai teleport dopo la terza puntata e finalmente sto riuscendo a godermi lo show come si deve. Consiglio a tutti di fare lo stesso.

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Una rara foto di Martin intento a scrivere gli ultimi due libri della Saga.

Iniziamo.
Bronn non è un eroe, ma un mercenario, e ancora una volta ce lo ricorda. Vuole il suo castello e l’unico modo che Jaime trova per tenerlo a bada è dargli dell’oro. Lo stesso oro rubato ai Tyrell che ora è in marcia verso Approdo del Re, mentre le scorte dell’Altopiano vengo razziate dai Tarly per preparare la Capitale a un eventuale assedio da parte di Daenerys. Manco a dirlo, non ci è dato sapere quanto tempo è passato dalla presa di Alto Giardino a questo momento e ciò, ancora una volta, è un escamotage del cavolo degli sceneggiatori per piazzare gli eventi della stagione totalmente a casaccio con la scusa del “eh, ma voi non potete sapere quanto tempo è passato perciò non potete giudicare“. Quanta pazienza che ci vuole.

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Ad Approdo del Re, la Banca di Ferro giura fedeltà a Cersei, senza però dimenticare di ribadire almeno tre volte che ciò avrà un’effettiva valenza solo nel momento in cui arriverà l’oro che i Lannister devono ai Bravoosiani e proponendo alla Regina il loro aiuto in quanto l’hanno ormai designata come vincitrice della guerra. Cersei risponde seccamente che l’unica cosa che le interessa è ristabilire il controllo sul Continente Occidentale e assoldare i mercenari della Compagnia Dorata, i quali sono in buoni rapporti con la Banca di Ferro.
Bran prima riceve da Ditocorto la daga che lo doveva uccidere ai tempi della prima stagione, poi gli fa capire quante ne sa citando una frase dello stesso Baelish detta nella terza stagione e infine distrugge il cuore della povera Meera, la quale sta tornando a casa da suo padre Howland Reed che, tra l’altro, è l’unico che è sopravvissuto, oltre a Ned, alla spedizione alla Torre della Gioia e quindi, potenzialmente, conoscitore della verità su Jon Snow, salutandola in modo freddo e poco cordiale. Con molta probabilità, però, gli autori daranno a Bran l’arduo compito di comunicare a Jon le sue origini e quindi il personaggio di Howland probabilmente finirà nel dimenticatoio con mio rammarico. Arya, finalmente, arriva a Grande Inverno dopo che il resto del cast ha fatto i peggio viaggi mentre lei probabilmente si è fermata per fare pipì, inganna la coppia di soldati più stupida del mondo e si riconcilia con Sansa e Bran. Gli Stark sono di nuovo insieme, ma a Ditocorto questa cosa non piace e dal suo sguardo lo possiamo ben capire.

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Jon, a Roccia del Drago, inizia a estrarre il Vetro di Drago e, dopo uno scambio di battute piuttosto squallido tra Missandei e Daenerys riguardo a ciò che è accaduto tra la ragazza di Naath e Verme Grigio, la Madre dei Draghi accetta di seguire Jon nella caverna. Tra un po’ di fan service e dell’altro fan service, veniamo a conoscenza di una cosa interessante, ovvero che Roccia del Drago era abitata in tempi antichi dai Figli della Foresta intenti, appunto, a estrarre il Vetro di Drago, insieme ai Primi Uomini, per combattere gli Estranei. E per una volta, dopo tantissimo tempo, la cosa ha perfettamente senso. Sempre sia lodato. Se, però, pensate che alla Khaleesi questa prova basti per farle credere alla minaccia degli Estranei, vi sbagliate. Daenerys mostra qualche segno di cedimento, ma il fatto che voglia che Jon si inginocchi è la prova che non gli crede realmente ed è disposta a fornirgli dell’aiuto solo dopo esserselo portato dalla sua parte. Aiuto che per lei è inutile, in quanto, per lei, le frasi di Jon sono tutte fandonie.

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Una delle cose che ha fatto imbestialire i fan più accaniti è stato lo scontro/allenamento tra Brienne e Arya, in quanto sarebbe impossibile che la giovane Stark possa tener testa alla guerriera. Lasciate che vi risponda io. Brienne ha lasciato che lo scontro finisse alla pari perché, nel momento del calcione sferrato ad Arya, poteva tranquillamente calare la spada, e invece non l’ha fatto e l’ha lasciata rialzare. Aggiungiamoci poi che probabilmente Brienne non stava usando la sua spada in Acciaio di Valyria, ma una spada da allenamento, e la spiegazione è completa. Non mi dilungherò oltre.
Theon arriva a Roccia del Drago per chiedere a Daenerys di salvare Yara, ma poi gli autori se ne dimenticano e per altri due episodi non si sa se il giovane Greyjoy sta aspettando il momento giusto per parlare con Daenerys perché si vergogna o ha fatto di testa sua ed è partito (impiegandoci quanto tempo visto che in teoria un minuto di puntata equivale a una settimana?) per salvare la sorella. Stessa sorte è toccata a Verme Grigio, il quale, probabilmente, è da mesi a Castel Granito a grattarsi ciò che non ha.
Il resto è storia: Daenerys abbrustolisce l’esercito Lannister, ma lo fa casualmente solo dopo che l’oro è al sicuro nella Capitale (questa cosa mi ha deluso tantissimo, speravo che Cersei rimanesse in qualche modo fregata), e GoT mette in scena l’ennesima spettacolare battaglia. Applausi a scena aperta per Bronn, ma soprattutto per l’unico vero eroe della saga, ovvero il mio amato Jaime Lannister e la sua corsa disperata verso Daenerys, terminata all’ultimo dal pronto intervento di Bronn che lo trascina nelle acque delle Rapide Nere.

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Qualcuno ipotizza che Qyburn possa aver avvelenato l’arpione che ha colpito Drogon, ma dopo la visione della 7X05 credo che la cosa sia ormai improbabile, visto il tempo che, in teoria, dovrebbe essere passato. Dico così perché il quinto episodio della settima stagione di Game of Thrones dovrebbe racchiudere in cinquanta minuti circa un mese di avvenimenti. O almeno così pare.
La 7X05 è un continuo susseguirsi di eventi che tiene altissima l’attenzione dello spettatore e, nonostante i rapidi spostamenti dei protagonisti in lungo e in largo per tutta Westeros, per la prima volta, dopo parecchi episodi, si riesce a percepisce lo scorrere del tempo. Jaime e Bronn si salvano in maniera rocambolesca e riemergono dalle Rapide Nere senza alcun graffio, ennesima leggerezza degli autori. Bronn, ancora una volta, si dimostra un mercenario e ricorda a Jaime che lui è l’unico che può ucciderlo, almeno fino a quando non avrà il suo castello e a meno che Daenerys non decida di radere al suolo Approdo del Re con i suo draghi. E Jaime, basito, osserva il fiume.
Daenerys, ancora una volta, fa una gran cavolata: non ascolta i consigli di Tyrion e dà fuoco a Lord Tarly e Dickon e se il primo doveva morire per forza, il secondo, per me, poteva avere ancora un bel ruolo nella serie. Un’altra occasione mancata dagli sceneggiatori.

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Jaime torna ad Approdo del Re per avvertire Cersei, ma ella sa già tutto. Il biondo cavaliere riferisce anche dell’innocenza di Tyrion e della colpevolezza di Olenna riguardo all’omicidio di Joffrey e, nonostante Cersei gli creda, l’odio che la Regina prova nei confronti del fratello minore è ormai incontrollabile.
Bran invia a Jon e ai Maestri della Cittadella un messaggio dopo aver visto il Re della Notte pronto a marciare sulla Barriera, ma il gruppo di studiosi non crede alle parole del giovane Corvo a Tre Occhi. L’unico a farlo è Samwell che, insistendo sull’esistenza degli Estranei, ribadisce di conoscere Brandon Stark e di fidarsi di lui, ma, seppur l’Arcimaestro mostri qualche segno di tentennamento, il resto dei Maestri preferisce deriderlo. Questo porterà Sam a una crisi di nervi che lo allontanerà dalla Cittadella, ma ci arriveremo dopo.
A Roccia del Drago, Jon Snow ha un incontro ravvicinato con Drogon e riesce ad accarezzarlo. Il tutto sotto lo sguardo attento di Daenerys che, a questo punto, realizza di quanto possa effettivamente fidarsi di lui. Jorah giunge a Roccia del Drago e, dopo uno scambio di occhiatacce con Jon che mi ha fatto cadere le braccia, si ricongiunge con la Khaleesi e c’è tempo perché lui e il Re del Nord si possano conoscere: Jon rispetta molto Jorah in quanto ha servito sotto il comando del padre di quest’ultimo.

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Dopodiché arriviamo a ciò che più ha suscitato l’ira dei fan sul web: la proposta di Tyrion per convincere Cersei a firmare un armistizio e convincerla che la minaccia degli Estranei è reale. Tyrion propone di mandare un manipolo di uomini oltre la Barriera per catturare un non morto e mostrarlo a Cersei in modo da convincerla, e questa è l’idea più stupida e più ovvia allo stesso tempo. L’unico altro modo per gestire la minaccia degli Estranei, a livello di sceneggiatura, sarebbe stata l’invasione e a quel punto ci sarebbe stata un bella gatta da pelare. E’ palese che l’unico motivo di questa scelta sta nel voler tenere a tutti i costi in gioco Cersei, quando, per quanto mi piaccia come personaggio, la cosa giusta da fare sarebbe farla morire prima dell’arrivo degli Estranei, in modo da non creare questa questione spinosa dell’armistizio. Ma probabilmente Cersei piace talmente tanto agli autori che rischia di diventare buona prima del gran finale di serie.
Davos si propone di portare Tyrion ad Approdo del Re per parlamentare con Jaime e, sempre alla velocità della luce, si susseguono l’incontro tra i due fratelli, organizzato da Bronn e, presumibilmente, da Varys, finito in un litigio, e dalla riapparizione di Gendry, martellone alla mano. Il bastardo Baratheon si unisce così alla spedizione alla Barriera. Dopo di ciò, e dopo l’ennesimo incontro con delle guardie stupide (ancora?! ma basta!) sia Tyrion che Davos che Gendry lasciano le sponde di Approdo del Re.

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Jaime riferisce a Cersei dell’incontro con Tyrion, ma ella fa intendere che ha spie ovunque, sa tutto e probabilmente è stata proprio lei a permettere l’incontro tra i due fratelli. Un’altra notizia sconvolgente ci viene lanciata da lì a poco, in quanto Cersei dice di essere incinta. La Regina sta dunque sfidando, nuovamente, la profezia? Sta mentendo? Qyburn prima di uscire dalla stanza le stava proponendo di assumere del Thé della Luna per abortire? Tutto questo mi porta a pensare sempre più che, purtroppo, se Cersei non sta bluffando, non sarà Jamie a ucciderla, ma Arya, per vendicare Talisa Stark. La Regina sembra propensa ad accettare l’armistizio con Daenerys per trarne vantaggio e avverte Jaime che non tollererà ulteriori tradimenti da parte sua.
Mentre Sansa, a Grande Inverno, ha i primi diverbi con Arya in quanto ella la accusa di bramare il posto di Jon come Regina del Nord e Ditocorto, puntualmente, riesce a rigirare la situazione in suo favore, la compagnia diretta alla Barriera arriva a Forte Orientale, dove Tormund ha imprigionato la Fratellanza senza Vessilli. L’improbabile compagnia composta da Jon, Tormund, Jorah, Beric Dondarrion, Thoros di Myr, il Mastino e Gendry, parte dunque aldilà della Barriera, lasciando indietro Davos poiché troppo anziano. La scena, criticata da molti, mi ha messo la pelle d’oca e al pensiero di quello che possono combinare quei sette (come gli Dei!) aldilà della Barriera, mi viene da star male per l’eccitazione.

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Tyrion,  a dispetto di quanto dicano tutti, sta subendo un’evoluzione pazzesca. Sta fallendo per la prima volta nella sua vita, una vita in cui , nel bene o nel male, è sempre riuscito a farla franca. E ora è qui, combattuto tra la lealtà per Daenerys, la paura che ella si possa rivelare folle come il padre, le continue sconfitte impartite da Jaime e Cersei all’esercito della Khaleesi, ma, soprattutto, la consapevolezza del suo essere umano. Il Folletto è furbo e scaltro, ma sul campo di battaglia la differenza la fa l’esperienza. Esperienza che Jaime ha maturato per molti anni.
Perchè Brandon Stark non dice a Sansa e a Arya la verità su Ditocorto?
Questa domanda rimbomba nella testa di milioni di appassonati fin dalla Stark Reunion avvenuta qualche episodio fa e in tantissimi hanno cercato di dare una risposta. Cercherò di dare la mia (liberissima) interpretazione. Bran non è più Bran, e il dialogo con Meera lo dimostra, ma è il Corvo a Tre Occhi e tutto può essere meno che un distributore automatico di verità. O meglio, lo è per ciò che gli interessa, ovvero la Lunga Notte e la venuta del Principe che fu Promesso, ma non trova interesse nei litigi terreni degli uomini, lui ormai è spiritualmente in un’altra dimensione ed è solo di quella che gli importa. D’altronde, non mi pare che il vecchio Corvo a Tre Occhi fosse un oracolo pronto a fornire la verità a qualunque viandante passasse da quelle parti.
Non ho parlato di una cosa importantissima perché la volevo tenere per ultima e darle il giusto peso. Gilly, nello sfogliare i tomi che Sam deve copiare, appena prima che egli dia di matto e se ne vada dalla Cittadella, legge che un Maestro ha concesso a Rhaegar Targaryen l’annullamento del matrimonio con Elia Martell e gli ha concesso una nuova sposa che, a rigor di logica, ipotizziamo essere Lyanna Stark, sorella di Eddard Stark e promessa sposa, ai temi della ribellione, di Robert Baratheon. Gilly, però, ha appena imparato a leggere e la sua scarsa pronuncia unita alla rabbia che Sam cova verso l’inettitudine dei Maestri della Cittadella, porta il giovane apprendista a non cogliere questa notizia e a non dargli peso. Per noi spettatori la notizia è una bomba, ed è un bel calcione in faccia a tutti i fan di Danenerys, in quanto la Regina dei Draghi non è più l’erede al Trono di Spade, ma, seguendo la linea dinastica e appurato che Jon non è un bastardo Targaryen, il titolo di Re spetta proprio a lui. Ah, Daenerys, dolce figlia dell’estate, adesso sono guai.

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Sguido

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2 pensieri su “BARBECUE DI LANNISTER E LA VERITA’ SU RHAEGAR TARGARYEN – GAME OF THRONES – 7X04 E 7X05

  1. Ricciorob ha detto:

    Mai viste puntate con più fanservice di queste. Tanti momenti in cui storcere il naso ma tanti altri da pene turgido. Per ora va bene così. Il season finale sarà la prova del nove, per capire quanto i D&D riescono a pisciare fuori dal vaso.

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