“American Gods” parte col botto.

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A ventiquattr’ore precise dalla visione del primissimo episodio di “American Gods“, la serie targata Starz e ispirata al best-seller di Neil Gaiman, sento di poter dire qualcosa in merito a questa prima ora di follia.
Di follia si tratta, appunto, perché niente in questo episodio ci viene spiegato in maniera chiara, ma viene lasciato tutto in sospeso, come in un sogno.
Inutile dire che quando si parla di sogno, subconscio e onirico, il nome di Neil Gaiman, per un motivo o per l’altro, salta sempre fuori.

La serie narra le vicende del misterioso Shadow, un uomo che viene rilasciato di prigione tre giorni in anticipo, dopo aver scontato una condanna di tre anni per una rapina in banca, a causa dell’improvvisa morte della sua amatissima moglie Laura, venuta a mancare in un incidente d’auto. Durante il viaggio in volo verso casa per il funerale, Shadow si ritrova seduto a fianco ad un uomo che si presenta come Mr. Wednesday, il quale si dimostra essere fin troppo informato sulle vicissitudini, passate e presenti, del protagonista. L’enigmatico Wednesday proporrà a Shadow di lavorare per lui come sua guardia del corpo in cambio di un lauto compenso, ma ciò che il protagonista non immagina minimamente è chi sia in realtà il suo nuovo datore di lavoro.

FONTE

L’assenza di punti guida, però, non genera dispersione, e lo spettatore viene dolcemente accompagnato durante la visione da una violenza sboccata e cattiva, con continui riferimenti al sesso e alla morte. Le continue visioni del protagonista, poi, sono una delizia per gli occhi.

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Gli attori sembrano azzeccati per i ruoli ricoperti in questa serie. Richy Wittle (direttamente da “The 100“) , ovvero il protagonista Shadow Moon, dimostra di non essere solo un ammasso di muscoli, ma di avere delle doti recitative mica male. Ian McShane, tornato sul piccolo schermo dopo il cameo in “Game of Thrones“, si conferma l’attorone che tutti conosciamo e il suo Mr. Wednesday sembra davvero molto convincente. Pablo Schreiber, che interpreta il leprecauno Mad Sweeney, mi ha fatto letteralmente schiantare dalle risate, anche se la sua scazzottata con Shadow Moon rappresenta uno dei momenti più deboli dell’intero episodio.

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Stando a sentire chi ha letto il libro, questo primo episodio è molto fedele all’opera originale. 

La regia e la fotografia mi hanno deliziato e, se manterranno questa qualità, potranno portare la serie nell’olimpo degli show televisivi. Sappiamo infatti di come molte serie hanno particolarmente curato il pilot per poi abbandonarne la qualità negli episodi successivi.

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Tirando le somme: questo primo episodio è promosso a pieni voti, ma come tutte le trasposizioni tratte da libri, la paura di uno scivolone da parte degli sceneggiatori tiene all’erta gli appassionati. A smentire queste voci vi è, però, il dato inconfutabile che due episodi sono stati tagliati dalla stagione per evitare di non riuscire a rispettare fedelmente la trama del libro. Se American Gods seguisse le orme di “The Strain“, a noi farebbe solo che piacere.

Alla prossima.

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