RECENSIONE – “Per un pugno di dollari” di Sergio Leone (1964)

Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto.”

Così Gian Maria Volonté (Ramòn Rojo nella pellicola) mi ha introdotto al mondo del maestro Leone.
Non sono un esperto di western di alcun tipo, è un mondo che mi ha sempre incuriosito, ma che, erroneamente, non ho mai approfondito. Dopo Django Unchained e The Hateful Eight, questo è il primo western “classico” (seppur all’italiana) a cui mi approccio, rimanendone piacevolmente colpito e con la voglia di proseguire nella visione della cosiddetta “trilogia del dollaro” di Sergio Leone.
Potete trovare i tre film e altri lavori del Maestro direttamente su Netflix, restaurati e in 4k.
Il lungometraggio è stato oggetto di diverse critiche da parte della Toho Company, casa di produzione giapponese, che accusò Leone di aver plagiato “La sfida del Samurai” (1961). In realtà il capostipite del genere spaghetti-western ne è solo un remake.
La trama è semplicissima. In un paesino del Nuovo Messico (n.d.r. San Miguel) giunge Joe, un pistolero solitario, che in poco tempo diventa amico del locandiere del paese, Silvanito. Da lui viene a sapere dell’eterna lotta che imperversa in città: da una parte i fratelli Rojo e dall’altra la famiglia Baxter. Joe si vende apparentemente per un pugno di dollari a entrambe le fazioni, facendo una sorta di doppio gioco. Non vado oltre con la trama.
I punti di forza del film sono gli stessi dell’intero genere western, ovvero una trama semplice e allo stesso tempo coinvolgente, numerose sparatorie perfettamente coreografate e un sacco di frasi a effetto. Sono rimasto incollato allo schermo per tutta la durata del film e non solo non mi sono mai annoiato, ma ho anche trovato interesse nel seguire le vicende di Joe il pistolero. Le riprese degli uomini a cavallo, gli effetti speciali pirotecnici utilizzati per le esplosioni e le splendide inquadrature notturne, conferiscono a questa pellicola un valore aggiunto, oltre a quello di aver creato un vero e proprio genere indipendente dai western americani.

Consiglio a tutti la visione di questo film che ha fatto la storia del cinema italiano e non vedo l’ora di poter guardare “Per qualche dollaro in più“, secondo film della trilogia.

Voto: 8/10

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