Westworld: facciamo il punto dopo tre episodi.

HBO non ne sbaglia una, e dopo aver tenuto milioni di spettatori attaccati agli schermi con Game of Thrones, ecco che ritorna con una serie che promette di stupire fin da subito: Westworld, sequel del film “Il mondo dei robot” scritto e diretto da Michael Crichton nel 1973.
L’ambientazione e l’incipit della serie non sono niente di complicato, in quanto possono essere spiegati molto velocemente: la direzione di un parco divertimenti a tema western comincia a riscontrare alcune anomalie nelle attrazioni e decide di indagare. In tutto questo si intrecciano una moltitudine di storyline riguardanti attrazioni, addetti ai lavori, visitatori e dirigenti che creano una narrazione che, nonostante la moltitudine di personaggi messi in campo, riesce a svolgersi in maniera fluida e a far rimanere lo spettatore letteralmente incollato allo schermo per tutta la durata dell’episodio.
Siamo di fronte a un prodotto che riesce con il suo modo di raccontare e con una sceneggiatura che presenta pochissime e minuscole sbavature, a creare un intreccio di linee narrative che generano un flusso di emozioni quasi claustrofobico, come se noi spettatori fossimo parte integrante dello show e vivessimo anche noi le vicende dei protagonisti.
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Che siano robot, cyborg o esseri umani, poco importa. Importa che per chi guarda questa serie sarà impossibile non affezionarsi ai personaggi, anche a quelli tenuti più in disparte. La forza di questa serie sta nel generare un attaccamento ai protagonisti che ha dell’incredibile, riuscendo nell’ardua impresa di gestire un numero altissimo di personaggi dalle molteplici personalità in maniera cristallina e a scrivere degli episodi qualitativamente assurdi. Un plauso va anche alla scelta degli attori, su tutti il leggendario Anthony Hopkins , che rende questa serie ancora più bella.
Ma, come in tutte le cose, c’è sempre un ma. I pilastri delle serie, ovvero ciò che permette alla storyline di avere senso, sono assi sottilissime che non crollano solo perché il lavoro fatto è minuzioso all’inverosimile, basterebbe una piccola distrazione e tutto crollerebbe inesorabilmente distruggendo così tutto il lavoro svolto in precedenza. La speranza, come sempre, è dunque che gli sceneggiatori continuino a prestare sempre la stessa, enorme, attenzione alla scrittura di questa serie che, se continua così, diventerà presto un grande fenomeno di massa.

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