Paper Girls N.1: perché leggerlo

Il primo numero di Paper Girls è giunto da poche settimane sugli scaffali delle librerie e fumetterie italiane e io ho avuto la fortuna di poterlo ricevere gratuitamente grazie a un concorso indetto dalla stessa casa editrice, ovvero Bao Publishing.
Ciò che da subito ha spostato l’attenzione dei lettori verso questo titolo è principalmente da ricercare nel successo di Stranger Things, che ha riportato in auge i mitici ’80, e in Saga, altra serie a fumetti del stesso autore, che sta riscuotendo un enorme successo sia negli USA che all’estero.
Brian Keller Vaughan è un fumettista e sceneggiatore statunitense, nato il 15 Marzo 1976 a Cleveland. Tra le sue opere più famose vanno citate la serie Saga, parecchi lavori importanti per Marvel e DC (ad esempio Swamp Things, Wolverine, Dottor Strange), 7 episodi sceneggiati per Lost e 13 per Under the Dome. Vaughan ha vinto molti premi importanti tra i quali:

  • Eisner Award nel 2005 come Miglior Scrittore e per la Miglior Nuova Serie (Ex Machina)
  • Eisner Award nel 2006 5 nomination per: Miglior Scrittore, Miglior Numero Singolo, Miglior Serial, Miglior Serie Regolare, Miglior Storia Seriale.
  • Miglior Scrittore nel 2006 per Wizard Magazine
  • Eisner Award nel 2008 per Y – L’ultimo uomo sulla Terra
  • Nominato agli Hugo Award nel 2009 per la miglior Storia a Fumetti per Y – L’ultimo uomo sulla Terra
  • Eisner Award nel 2013 come Miglior Scrittore, Miglior Nuova Serie e Miglior Serie Regolare (Saga)

Paper Girls riesce perfettamente a ricreare l’atmosfera dei mitici film fantascientifici degli anni ’80, ma a tutto ciò aggiunge innovazione soprattutto a livello visivo. Non abbiamo a che fare con alieni o mostri, ma con umanoidi e creature provenienti dai più svariati universi narrativi: semi draghi usciti da un racconto fantasy, macchinari in perfetto stile Asimov e personaggi che sembrano arrivare da Dune. In tutto ciò i protagonisti sono stupendi, ragazzine che per guadagnare qualche soldino consegnano i giornali a domicilio e che per una serie di eventi si ritrovano invischiati in una vicende al limite dell’assurdo. Il primo numero scorre in modo magnifico, la narrazione non è mai pesante e le tavole di Cliff Chiang elevano tutto il contesto a un livello incredibile. Siamo di fronte a una perla della narrazione a fumetti.
La speranza è, ovviamente, che la serie mantenga questo livello anche nei numeri successivi, ma visti i vecchi lavori di Vaughan le aspettative sono molto alte e sicuramente sentiremo parlare a lungo di questo fumetto. Con la speranza di avervi incuriosito almeno un po’, vi saluto.
Buona lettura!

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Sguido

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