DISCO IS FOR BOYS, BOOKS ARE FOR MEN EP.2

La scorsa settimana vi è piaciuto quello di cui ho parlato in questa rubrica, e siccome nessuno ha indovinato (credo più che altro che nessuno abbia avuto semplicemente voglia di indovinare) chi fosse l’autore da me “leakato” nelle ultime righe del mio scorso articolo ve lo rivelo tra 3… 2… 1… 0.3 secondi… 0.2 secondi… 0.1 secondi… 0.0… Vabbè: John Niven. Questo scrittore scozzese è un cinico bastardo chee riesce a fondere il pulp con delle immagini di contorno fantastiche, prendendoti a pugni nello stomaco a ogni riga scritta, svelandoti aneddoti che non ti saresti mai sognato di pensare. Tutto questo è contenuto specialmente nell’opera che l’ha reso famoso al grande pubblico, quantomeno quello  “d’oltre manica”: Kill Your Friends.

9780099592099

Pubblicato nel 2008, tratta la vita di Steven Stelfox, talent scout per una major discografica che vuole in tutti i modi arrivare al successo a discapito di torti gravissimi e ingiustificati fatti ai suoi colleghi che hanno una sola colpa: volere la stessa cosa che vuole il nostro protagonista, salire i gradini del successo all’interno dell’etichetta per la quale lavorano. L’ambiente descritto all’interno del romanzo è talmente malato che ti fa capire perfettamente il PERCHE’ della rovina della musica targata “anni ’90“. L’autore, infatti, prima di dedicarsi alla letteratura, era egli stesso un membro di una casa discografica scozzese e ha lavorato in questo campo per quasi tutta la sua vita. I suoi libri, per l’appunto, saranno sempre pregni di riferimenti ai suoi artisti preferiti e a quello che una certa canzone può fargli provare nel momento in cui sta scrivendo la storia nella quale siamo immersi. La ricerca sfrenata del successo, la rovina di persone e la riuscita di altre, la droga, il sesso sfrenato e sangue a non finire sono solo di contorno per questo magnifico romanzo di letteratura contemporanea. Una sola “pecca” però vi è all’interno di quest’opera: da noi in Italia non è mai arrivato. Se l’inglese vi spaventa non preoccupatevi, non ci troviamo certo davanti all’Ulisse di Joyce o alle “Songs of Innocence” e “Songs of Experience” di Blake, quindi se siete amanti di tutte quelle serie TV spazzatura che amate tanto guardare, non sarà difficile per voi nemmeno comprendere le parole di questo scritto.

Ultima cosa da segnalare è che l’anno scorso ne hanno anche tratto una pellicola omonima, anch’essa mai distribuita nel nostro paese, ma è un bene, perché fa decisamente schifo.

Quindi non fate le signorine e stupitevi/mi con l’acquisto di questo romanzo fuori dalle regole e pieno di “violenza” e non fatevi scappare nemmeno un libro di questo signore qui.

-Jakk

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